Ecco qua, per la gioia dei Toscani e soprattutto dei non Toscani, un breve e certo non esaustivo compendio di modi
di dire Toscani, in particolar modo Fiorentini/Pistoiesi/Pratesi. Mi sembra giusto ogni tanto riaffermare la mia
Toscanità, no? [come se la mia finezza non ce lo ricordasse ogni giorno, già solo quella...] E poi proprio adesso
che, come ci ha annunciato Maurizio Crozza nell’ultimo album di EELST, la Toscana è "in sovrappiù", direi che ce ne
possiamo approfittare per prendere il sopravvento in ogni dove, cominciando da un take-over ostile in campo
linguistico.
La mia idea iniziale sarebbe stata di completare l’opera con tutti i detti tipici pistoiesi, e per fare ciò mi recai
La mia idea iniziale sarebbe stata di completare l’opera con tutti i detti tipici pistoiesi, e per fare ciò mi recai
tempo addietro all’Hosteria Ikké in via Puccini: sulla porta di codesta, infatti, era attaccato un cartellone con
scritti tutti i motti tipici pistoiesi. Purtroppo quando vi tornai il cartellone era stato banalmente sostituito con
il menù… Pfui! Mi toccherà – con calma – ripassarci di sera e richiedere informazioni sulla reperibilità del
cartellone. Intanto beccàtevi questi.
ABBOLLORE Di qualcosa estremamente calda. "La minestra è abbollore!" (da bollore)
A UFO A sbafo. Dalla sigla A.U.F. (ad usum fabricae),posta sui materiali destinati alla costruzione del Duomo di S.
Maria del Fiore, esenti da ogni dazio e gabella.
AZZANELLA Parte della carreggiata esterna all’asfaltatura, spesso dissestata. Esiste una fantomatica località che
prende il nome da questa azzanella: trattasi di Diàstine nell’Azzanella, sul Lago di Tièncilo (o Tièncine). Ne avete
mai sentito parlare? Io nemmeno, ma spesso mi hanno consigliato di visitarla.
CHIORBA Testa. "Che chiorba dura t’hai!"
DI NULLA / A CASO Come rafforzativo, cfr. “parecchio”, “assai”, “dimolto”. Esempi: “lui lì l’è un bischero a caso!”
“lei lì l’è una fiha di nulla!”
E Enfatizzante per tutti gli scopi, posto a inizio frase. “E tu lo sai!” “E non ci vengo all’Otel, ovvia!” “E sono
stanco!”Da notare: se “e” fosse usata congiunzione, la consonante subito successiva verrebbe raddoppiata, nel
parlato. Con il presente significato, invece, ciò non avviene, dimodoché è sempre chiaro di che “e” si stia
parlando.
PEZZOLA (accento sulla o) Fazzoletto, spec. di grandi dimensioni.
PEZZOLA (accento sulla o) Fazzoletto, spec. di grandi dimensioni.
TRABOGANO (accento sulla prima o) Apposizione di persona particolarmente brutta. Non: “brutta come un trabògano”,
ma: “o che trabògano ll’è quella che tu ha’ portato l’altra sera?!”: il significato di trabògano è tuttora oscuro,
quindi non ha senso usarlo in un paragone.
TEGAME Ci sono due interpretazioni: tegame è scherzoso per dire “brutto” (cfr. trabògano), e si può usare
indifferentemente per uomo e per donna. Oppure tegame è l’equivalente di “donna di facili costumi”: ma non per
indicare prostitute di professione, quanto per ragazze per es. “che si son fatte mezza Prato”.
TATTAMEO Di persona stupidotta, bischera.
TOCCO (accento sulla prima o, chiuso) L’una, le tredici, riferito all’ora: "Che ora è?" "E’ il tocco e un quarto!"
TU’ NE TOCCHI! (toccare = riguardare, interessare) Letteralmente, ti picchio, usato in maggioranza dai genitori
verso i figli capricciosi.
TI SFIOCINO (accento sulla prima o) DI NOCCHINI! Ovvero ti riempio la testa di quelle percosse che si realizzano con
le nocche delle dita. Si distinguono dai biscotti, che vengono invece elargiti con l’unghia dell’indice disposta di
piatto (se fosse di taglio, sarebbe una unghiata).
VOLERCI LE BINDE Con grande sforzo e tempo. Da binda, argano [dall'alto tedesco antico 'winde', argano]
ARRIVARE DOPO I FOCHI DI SAN GIOVANNI (cfr. arrivare ai fichi verdini) A Firenze, a giugno, si festeggia la festa
del santo patrono (San Giovanni Battista). Questa festa comprendeva tornei, un palio di cavalli (ricordato da Dante
e Boccaccio),una fiera. Alla fine c’erano i fuochi sui quali si facevano saltare uomini e bestie in base alla
tradizione della benedizione per ignem’. Arrivare a fuochi spenti significa arrivare a cose fatte.
CHE S’HA A’ IRE? (v.d.v. ire= andare; participio passato = ito) Letteralmente: andiamo via?
BISCHERO Persona poco acculturata e poco furba, che assume atteggiamenti chiaramente poco convenevoli e poco
convenienti. L’origine di questo termine non è chiaro, anche se l’ambiente è chiaramente quello Toscano, da Firenze
fino alla maremma. Per qualcuno deriva dall’organo genitale maschile, per altri dal cognome d’una antica famiglia
fiorentina celebre per gli investimenti finanziari sbagliati, per altri ancora dalla chiave che regola gli strumenti
a corda, per finire con il bischero di padule, che è quell’arbusto che cresce sulle sponde delle paludi, o dei fossi
d’acqua ferma, che avendo il peso sulla sua estremità, è sempre in continuo ondeggiamento, per cui ogni piccola
ventata lo muove, come il bischero che si lascia convincere dal primo venuto, senza valutare "con la zucca" sulle
spalle.Quindi, anche se usato in maniera scherzosa ed abbastanza colloquiale, significa stupidotto, sempliciotto,
quando non significhi qualcosa di peggio: dipende quindi anche dal tono di voce che viene usato, e dal contesto in
cui viene detto. Dall’aggettivo personale, deriva anche l’aggettivo più relativo ad una situazione o ad un contesto:
quando si commette una bischerata, significa che si è fatto un qualcosa senza pensarci troppo su, ed il risultato è
stato chiaramente fallimentare, come del resto sarebbe stato lecito attendersi, se solo ci avessimo pensato un poco
prima di agire!
AVERE LE CHEHE O anche le Idee, significa assumere un comportamento da cui traspare con evidenza o un certo stimolo
sessuale, oppure una lieve insanezza temporanea che porta a fare discorsi poco sensati.
FARE I FICHI / ESSERE FICOSO / TU SE’ COME LE FIE Da non confondere con il “ficoso!” di Derek Zoolander, si dice di
quelle persone uggiose e capricciose, alle quali non va bene niente oppure che si fanno problemi dovuti a
delicatezza e viziataggine spropositate. Fa i fichi, per esempio, colui che non mangia il pesce perché gli sta
fatica togliere le lische, o peggio perché ha paura di ingoiare una lisca e perciò morirne (di questi ultimi, ne
conoscevo bene uno…)
EH! SE FOSSI NE’ MI’ CENCI…! Richiamo di colui che parla alle proprie condizioni di gioventù.
GANZO Aggettivo che indica, con una certa ammirazione, qualcosa che è capace di stupire. Indica anche l’amante della
moglie o del marito.
GINGILLONE Colui che è lento nel fare le cose, che magari ne inizia molte e non ne conclude una.
GORA (oppure sgoratura) Traccia salina che viene lasciata dal sudore estivo o primaverile sotto le ascelle delle
camicie.
BONA UGO! Buonanotte… (anche in senso ironico, del tipo: se non hai ancora capito, basta, lascia perdere!)
LECCE UGO! LECCACELO! LECCAMELO! Caspita! Accidenti!
TUMM’HAI BELLE DIVERTITO! Mi hai gia’ stufato. (belle = bello che = di già)
PETTATA Dicesi di pendio molto ripido e difficoltoso. Esempio: – Manca ancora molto per arrivare in cima? – Se, bada
che pettata c’è da fare ancora!!!
PUNTO (= affatto, solo in negazione) Non è punto la macchina Fiat , ovvero, non è per nulla la macchina Fiat. Punto
è proprio un avverbio di negazione assoluta, che sta a significare che di quella cosa, non ce ne sta proprio neanche
una piccolissima parte. C’ hai del pane? Non ce n’ho proprio punto! Ah si? Non va punto bene!
DIACERE (=giacere) Dormire. Es.:" A “’ tocco si va a desinare e dopo si va a diacere a letto ".
O COME TU TI SEI CONCIATO? Sei vestito male (cfr. espressione del Bado e di Mirchio: o come stai?!) cfr. anche: o come ti sei ciurmato?
GIUEEEEE!!! (=giù!!!) / IEEEE!!! Esclamazione di stupore. Si usa aggiungere una e finale per porre enfasi/entusiasmo
nella conversazione. Esempi: senti là! = sentilae! Bada (=guarda) là! = badalae!!
S’ ANDA’ BENE DI PERRIDERE…! Frase usata in maniera ironica quando le cose non vanno per il verso giusto. Es.: "
S’ ANDA’ BENE DI PERRIDERE…! Frase usata in maniera ironica quando le cose non vanno per il verso giusto. Es.: "
M’hanno fatto la multa anche stamattina… eh s’anda’bene di perridere…! "
FAVA Organo genitale maschile, lo si puo’ usare per sostituire "bischero". Es.: " tussei proprio una fava!".
Variazioni sul tema: “favaccia”, “fava lessa”, “favonchia”, “fava su du’ rote”, “fava a pedali”, più tutte quelle
suggerite dalla fantasia e dall’estro del mo,momento.
TESTA A UZZO Per indicare quando un elemento è dotato di testa dura senza paura si può usare questo appellativo in
cui “uzzo” sta ad indicare a punta, a uovo.
SCIACQUARE I PANNI IN ARNO Riversare i cazzi propri in pubblica piazza,ovvero che tutti ne sanno e tutti ne
commentano.
ESSERE O ANDARE IN CIAMPANELLE Stare male… "non essere nei propri cenci"
FARE COME IL MOSCONDORO, CHE GIRA GIRA CASCA SEMPRE NELLA M***A Quando un gruppo o una persona non si decide per un
posto, un ristorante, una spiaggia e rischia di finire in un postaccio
ESSERE PIU’ SUDICIO DEL COCO LANDINO Evidentemente uno chef lercio. Cfr. “essere sudicio come un bacchio (=bastone)
da pollaio”, quel trespolo su cui i polli dormono e su cui lasciano gli escrementi.
ESSERE PIU’ DURO DEI SAMMORESI Si dice perché gli abitanti di San Mauro a Signa hanno fama di zucconi.
PERETOLA (O SESTO), BROZZI E CAMPI E’ LA PEGGIO GENIA CHE CRISTO STAMPI Questi paesi avevano un tempo una sgradevole fama (Malaparte scrive che i pratesi avevano paura a passare per Campi di notte) [n.d.Adelaide: oggigiorno, la
peggiore razza riconosciuta in Toscana è quella pratese, con due eccezioni: per i Livornesi, i peggiori sono i
Pisani; per i Viareggini, i peggiori sono i Lucchesi]
BURRASCHE E PUTTANE LE VENGAN DI PISTOIA Le nubi nere vengono sempre da ovest…[mmmh sono d'accordo... ne conosco
più di una di pistoiese che...]
FARE COME IL LICA, CHE LO METTEVA NEL C**O ALLA MOGLIE PER SERBARLE LA FICA Quando il gioco non vale la candela…
NE PER SCHERZO NE PER BURLA INTORNO AL CULO UN CI VOGLIO NULLA Richiede spiegazione? Comunque pare che prima o poi tutte le donne debbano prestarsi a codesti scherzi/burle… Almeno così m’han detto… Mah!
FARE COME IL NARDI Che da presto fece tardi
FARE COME IL NARDI Che da presto fece tardi
FARE COME I’ BAGLIONI Ci si lea dai coglioni
LEATI DA’TRE PASSI (lèvati = tògliti) Modo elegante per mandare al diavolo qualcuno
MEGLIO UN MORTO IN CASA CHE UN PISANO DI FIANCO ALL’USCIO! Non ha bisogno di spiegazioni…[ma lo dicono solo a Livorno… a Pistoia si sostituisce Pisano con Pratese]
SENZA LILLERI, UN SI LALLERA Senza quattrini non si fa nulla
COSA C’ENTRA IL C**O CON LE QUARANTORE? (cfr. il cavolo a merenda) L’origine di questo modo di dire fiorentino è
attribuita ad un incidente avvenuto in una chiesa fiorentina, durante l’esposizione solenne del Santissimo
Sacramento, pratica conosciuta col nome di "Quarantore". Nella chiesa gremita di fedeli sembra che una donna,
avvenente e formosa, si sentisse toccare affettuosamente da uno che le stava dietro. Date le sue rimostranze, il
colpevole cercò di spiegarle più con i gesti che con le parole che l’aveva fatto senza malizia, a causa del
pigia-pigia: "Sono le Quarantore!", bisbigliò candidamente. Al che l’onesta popolana ribattè indignata ed a voce
concitata: "Cosa c’entra il c…. con le Quarantore". E dal suo punto di vista, non aveva torto!
DARE LE PASTE (cfr. dare le paghe) Stravincere, stracciare gli altri concorrenti con tanto anticipo da avere il
tempo di cuocere una pastasciutta.
DARE DI BARTA Ribaltare, capovolgersi. Es. “ma a te ti ha dato di barta iccapo?!” (=sei impazzito?!)
FARE FORCA Saltare la scuola. (cfr. bucare, fare buca)
COME BERE UN OVO Facilmente.
AVERE LA BOTTEGA APERTA Eufemismo per "avere i pantaloni sbottonati davanti".
ALLAMPANATO Di persona magrissima: "Secco allampanato"
BRINDELLONE Persona molto sciatta o trasandato. Oppure,scherzoso, giovanottone non aitante né ben messo. (usato per
lo più in questo senso)
CIGNATA Letteralmente, colpo inferto con una cigna (cinghia,cintura), usato per indicare un forte colpo inferto in
generale. Usato anche per descrivere uno stato di stordimento post-sbronza o post-dormito-poco: “ho una cignata
addosso…!”
DESINARE sing. masch. Il pasto principale della giornata, di solito a mezzogiorno. "Dopo desinare" ossia, dopo
pranzo.
TAMBURLANO (cfr. bonzola, accento sulla prima o, chiuso) Simbolo di oggetto ingombrante e antiestetico. Usato anche
per "Mi hai fatto una testa come un tamburlano", mi hai rintronato con le chiacchere o col frastuono.
DARE I’ PANE A FETTE Fare male, picchiare… "E te lo do io i’ pane a fette!!!"
AVER BEUTO L’ACQUA A I’ PORCELLINO Essere Fiorentini a tutti gli effetti… [la statua del porcellino si trova in
centro, vicino a piazza della Signoria]
CINCI Pene, per lo piu’ piccolo o di bambino.
A CINCI SCIOLTO A briglia sciolta, senza freni.
BUCAIOLO (cfr. bucodiculo, buodihulo, budiulo, quadribudiulo) antico negoziante delle "buche". I negozi del mercato
di San Lorenzo erano posti al di sotto del livello stradale, di fatto….in "buca". All’ora di pranzo passavano i
carri con le vivande e chiamavano a raccolta i negozianti al grido: "Bucaioli…c’è le paste!". In senso lato vale
per: ganzo, furbo al limite della scorrettezza, oppure fortunato: nell’ultimo caso significa letteralmente “dotato
di un grande buco” dove “buco” è sineddoche per “culo=fortuna”.
SMARIMETTERE Aprire una confezione di qualcosa, per es. “non li smarimettere codesti biscotti, o non lo vedi ci sono
ancora quegli altri da finire?!”
RIGOVERNARE Lavare i piatti a mano. L’operazione di rigovernare si chiama rigovernatura. Ultimamente sono stata
introdotta ad un ulteriore significato di rigovernare, quello in cui si forbisce e si ripulisce con la bocca una
certa parte del corpo ricoperta di un certo liquido (!)
FARE COME IL CAZZO ALLE VECCHIE Non riuscire a produrre alcun effetto compiendo una azione.
Invito gli amici provenienti da altre regioni a fare altrettanto, gli amici Toscani a segnalare integrazioni!
Sì sì, quasi quasi raccolgo l\’invito. Lo faccio per i modi veneti anche se ho esperienza pure di altre regioni: ma i detti veneti alla fin fine sono i miei, è inutile che mi nasconda dietro al dito. Pensavo di fare una cosa un po\’ più articolata della tua; ad esempio: tutti i modi per dire che uno, che ne so, è scemo, con tutte le varie sfumature. Ci penserò, dài.
Tu ci garbi Mulo, eh sì! aspetto notizie. comunque mi pare giusto che siano solo veneti: è un po\’ come se tu venissi a pranzo a casa mia e ti servissi il baccalà mantecato con la polenta. ah ma a proposito: venerdì scorso ero a cena a Pistoia, e mi hanno servito un baccalà mantecato che era la fine del mondo. senza polenta, con una crema di ceci. yum!
a proposito: ma un cecio sazia?
Un cecio \’un lo so, ma la mi\’ fava ti sazia e di molto!
Filippo, te tu sei un bischero a caso!
A proposito, voi frequentatori di questo blog, \’oscanofoni nel film: "Il Ciclone" (mitico) a un certo punto mentre Ceccherini da il ramazo….. il padre gli fa ma quando hai dato il ramazo l\’ultima volta, Cec: 5 giorni fa, ti ho detto il ramazo s\’ha da dare un giorno si e un giorno no, ma che tu sei o tu ci fai?? Ceccherini: che tu ci sei o ci fai cosa e il padre: se addio ???????
Ecco mi sfugge quella parola, scusate forse i dialoghi sono un po\’ imprecisi ma li ho fatti a memoria……
Diavolo, voi toscani siete proprio i miei preferiti, ovviamente subito dietro noi veneti ma subito davanti ai milanesi. Tra le più curiose, cito: "Bona Ugo", "testa a uzzo" e "ARE COME IL LICA, CHE LO METTEVA NEL C**O ALLA MOGLIE PER SERBARLE LA FICA". Tuttavia, mi sento in grado di affermare che la migliore è l\’ultima: "fare come il cazzo alle vecchie" è semplicemente strepitosa. Siete dei fottutissimi genii (ma si scrive così poi?).
Disastro suggerisce: "fare come quello che mi caò sull\’uscio e poi la rivoleva": cfr. cornuto & mazziato, becco & bastonato, dopo il danno la beffa.
Pentola: (agg. superlativo assoluto) dicesi di grandissimo tegame
A proposito di padelleria, si registrano testimonianze in letteratura dell\’espressione "Coperchio dell\’Inferno": dicesi di ragazza che è bella da lontano… ma lontano da bella.
Fili, e s\’è capito che tu c\’hai la fava grossa, ma e te l\’ho detto che a me grossa e un mi garba punto. però ti voglio bene uguale.
da dove viene questo riferimento ai takeover ostili?
mah una volta su messenger Chico usò questa espressione per dire che avremmo dovuto conquistare TVL e farne una rete in stile satanico. si faceva per scherzare. perché, invece, c\’è tutta una letteratura sui takeover ostili che io ignoro?
eh giulio, ho cercato la scena incriminata su youtube ma non l\’ho trovata, il film l\’ho visto tipo 10 volte ma l\’ultima sarà stata nel 2005, per cui non so darti una risposta. dovrei scaricarlo, e prima o poi certo lo farò… ma intanto se riesci a trovarla te su youtube passami il link
dicesi takeover ostile l\’acquisizione di una società (target) da parte di un\’altra (bidder) senza che ci sia stata la raccomandazione favorevole rivolta dal board of directors della target agli azionisti della stessa in merito all\’offerta di bidder. un esempio di takeover ostile è l\’acquisizione di telecom italia da parte di olivetti (colaninno e gnutti). anche microsoft con yahoo è un esempio di takeover ostile. per chi fa questo lavoro i takeover ostile sono croce o delizia, croce perchè per tre mesi lavori 16 ore al giorno 7 giorni su 7, delizia perchè è un po\’ come una finale di champions league per uno che fa il calciatore
tentare un takeover ostile è come sfrattare gli inquilini buttando giù la casa col carrarmato, una goduria insomma, sia che tu abbia il carrarmato e forse ancora di piu\’ se tu sei i conquilini, che devono preparare la difesa